25
Dec

Tanti Auguri Protagoniste!

Come Elena ci ha ricordato sembra incredibile ma siamo ormai arrivate alle 10 candeline di ProtagonisteInRete! Quante voci, quanti volti, quanti pensieri, quanti ricordi, quanti momenti hanno scandito questi anni!

Tante volte ammetto che la sfida di lanciare questa “sfida” è stata difficile ma anche a velocità diverse il progetto è sempre continuato. E cresciuto. Ha raccolto risultati incredibili. E cammina, prosegue la sua strada. E da mamma ancora impacciata nella vita reale, questo è davvero l’augurio più grande che avrei potuto farci 10 anni fa alla sua nascita.

La lista delle persone da menzionare è così lunga e varia che anche volendo dubito che potrei riuscire ad essere esaustiva. Per tutti e a nome di tutti mi limito a ringraziare di cuore Elena Merazzi. Che con grazia, gentilezza e perseveranza ha coltivato e valorizzato le voci di tante Protagoniste. Grazie Elena!

Approfitto di questa Natale anche per i miei auguri. A tutte le Protagoniste in Rete e alle loro famiglie, ai loro affetti, alle loro passioni, alle loro cause: che sia un 2017 di meraviglia e partecipazione.

In questi anni il mio mondo e’ molto cambiato.  Da workaholic multitasking sono diventata mamma che sogna 5 minuti facendo una sola cosa senza interruzioni. A volte poi sogna di sognare, visto che ancora sogna di dormire.. Ho cambiato continente e fuso orario. Ho tagliato i capelli cortissimi. Ho letto di tutto per il puro piacere di provarci nonostante le interruzioni. Ho imparato a camminare tanto. Ad uscire di casa no-matter-what con la neve, il sole e le colonnine di giacchio. E la voglia impellente di scoprire. Di imparare. Di esplorare. Innanzitutto le e dalle piccole cose. Ho imparato a perdermi ammirata in quelle grandi. E anche quando qualcosa va storto concedermi che tanto  i programmi proprio non avrei trovato il tempo di farli comunque. Ho imparato a sbagliare, risbagliare e a continuare anche per risbagliare. Ho imparato a provarci. Se me la sento. E anche no se non ne ho l’urgenza. Di lasciare andare. Cose, persone, pesi o puntigli. Di accettarmi, di mettermi in discussione ma anche no. Di chiedere illuminazioni a perfetti sconosciuti sulle cose piu’ banali. Anche scoprendo nuove verdure! Ho toccato un ragno (una tarantola) facendomi guidare dalla voce di un ranger e ho imparato a perdermi nei libri illustrati e a sentirmi a casa osservando i cambiamenti che ti circondano e che si lasciano andare con un sorriso.

In effetti, grazie in particolare a mio marito e al mio piccolo Joseph, il 2016 e’ stato davvero un anno di gratitudine e un anno di resilienza. Quando la mia mamma se ne e’ andata, prima di affrontare il suo intervento, mi ha chiesto (o augurato?) di essere felice e serena. Dopo quasi 8 anni, non ho ancora superato quel momento, ma da puntigliosa, quale rimango, devo ammettere che forse quest’anno ci sono andata vicina.


E adesso, stremata dai preparativi da aiutante Babbo Natale, non vedo comunque l’ora di risvegliarmi all’alba, come da bambina, per rivivere la Magia del Natale, questa volta nella meraviglia degli occhi del nostro bambino.

L’ultimo pensiero pero’ prima di addormentarmi in questa notte speciale mentre il nostro cucciolo si lamenta nel sonno per la febbre scombina feste, va al mondo fuori che ha sofferto in questo 2016. Al terrore, all’incertezza, all’odio e al dolore di questi tempi. Per motivi diversi, l’essermi avvicinata in questo periodo ai numeri veri e tragici delle migrazioni di massa mi ha profondamente toccata. In questa notte speciale il mio augurio di cuore di pace, di speranza e di casa e’ per loro. E di enorme gratitudine per chi si spende in prima persona per aiutare nel mondo.