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Fino Mornasco, 8 marzo tutto l'anno. Donne in prima pagina

Fino Mornasco, Dom, 05/03/2017
Ognuna di noi è cresciuta guardando Cenerentola, Biancaneve, Aurora, la Bella e la Bestia. Principesse bellissime, dolci, fragili , in attesa del bacio del "vero amore", quel bacio che desta dai problemi, dalla morte. Le fiabe della nostra infanzia erano piene di fate, di magia, di Fate Madrine che arrivavano e, con la bacchetta magica, risolvevano i problemi e permettevano che il principe, bello, avventuroso e potente, sposasse la giovane e fragile fanciulla indifesa.
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Ho sognato per anni ammirando il meraviglioso vestito blu di Cenerentola , ammirando le sue scarpette di vetro ( ogni donna, fin da bambina sa perfettamente che le scarpe sono un elemento fondamentale, indispensabile e insostituibile nella propria vita).

Ho sognato per anni le fate delle fiabe, avendo paura della Strega Cattiva , perché nelle fiabe il personaggio "cattivo " è sempre una donna, brutta racchia e dedita alla magia oscura .

Il personaggio maschile è coraggioso, probo, avventuroso, che parte per sconfiggere antichi draghi e mostri di ogni tipo, mentre la donna è cattiva. Un esempio ne è la Regina di Biancaneve : lei è a capo di un regno, quindi ha ucciso il marito e usurpato il trono, come se gli antichi re della storia, uomini, fossero invece tutti stinchi di santi.

Le fiabe con il tempo sono cambiate: ora ci sono esempi di eroine che  " si salvano da sole ", come la Regina di Ghiaccio in Frozen, seppur il dono della magia venga sempre interpretato come maligno e nefasto. Bellissimo anche il cartone di Oceania, con la piccola protagonista che corre alla ricerca del Cuore Magico e non lo fa grazie a un uomo.

Stanno cambiando i messaggi che vengono trasmessi, seppur in maniera subliminale, alle nostre menti, perché cambia la società e si evolve, ponendo attenzione al fatto che le donne possano, volendo, riuscire ad essere loro stesse senza essere costole di un uomo.

Quando mi dicono: "Quindi non credi al Principe azzurro? " Io rispondo: "Assolutamente falso. Io credo nel Principe Azzurro e ho avuto la fortuna, innegabile, di incontrarne uno sulla mia strada, solo che lui non mi salva da draghi cattivi e io non mi faccio salvare da mostri improbabili: semplicemente camminiamo assieme nel lungo cammino della vita. "

Il mio "principe azzurro" dopo tanti anni ormai sta diventando " principe grigio " ma, oggettivamente, invecchiamo allegramente entrambi, solo che io, a differenza sua, mi tingo i capelli, come tutte le donne di questo mondo.

 

Pubblicato da Elena Merazzi

 

Indirizzo: Sala Ottagono, Via Brera, Fino Mornasco, IT