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Accoglienza, di Maria Teresa Cairoli, dal libro "Le Finesi si raccontano 2"

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, a Fino Mornaco si vive una ripresa delle attività industriali e si creano nuovi posti di lavoro. Questo fiorire di possibilità lavorative attrae a Fino persone che, dal sud Italia, cercano occupazione e dimora. Nell’autunno del 1948 i miei genitori offrono il tinello ad una coppia che si è trasferita da Laterina. L’inserimento di un letto tra i mobili esistenti risolve il loro problema residenziale.

ACCOGLIENZA

Siamo a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale e nel nostro paese, come nel resto dell’Italia settentrionale, si vive una ripresa delle attività industriali: molte ditte si ampliano, si rinnovano o iniziano nuove produzioni creando così nuovi posti di lavoro. Anch’io trovo il mio primo impiego e ne sono orgogliosa.

Questo fiorire di possibilità lavorative attrae a Fino persone che, dal sud d’Italia, cercano occupazione e dimora. Nell’autunno del 1948 i miei genitori offrono una stanza, il tinello, ad una coppia che si è trasferita da Laterina, un paesino in provincia di Arezzo, e ha trovato lavoro a Milano. L’inserimento di un letto tra i mobili esistenti risolve il loro problema residenziale.

A loro, dopo poco tempo, si aggiungono alcuni parenti e conoscenti che trovano alloggio nel nostro paese e occupazione a Fino o a Milano. Uno di loro, Angiolo detto Angiolino, affitta una stanzetta nella torretta dell’allora villa Tagliaferri e viene assunto dalla ditta Visgomma, da poco operante a Fino. Mentre esprime soddisfazione per l’impiego lavorativo, non altrettanto può dire dell’alloggio: un mattino, dopo un temporale, si sveglia vedendo la camera allagata e le scarpe che galleggiano a fianco della brandina.

Per circa un anno si adatta poi chiede alla fidanzata, che è rimasta in Toscana, di raggiungerlo. Trovando abitazione nella costruzione a fianco del ristorante Nord in via Roma, sopra la sede del neonato CAI GEF, decidono di sposarsi.

Il matrimonio viene celebrato nel febbraio 1950, alle otto del mattino.

Dopo una visita con amici e parenti alla nuova abitazione, i festeggiamenti continuano con un pranzo a casa dei miei genitori e una gita/ “viaggio di nozze”, tutti insieme, a Brunate, con visita al faro voltiano.

Nel settembre ‘52 la coppia ospitata a casa nostra ha un figlio, Fabrizio, accolto con gioia da tutti noi e, nell’estate dell’anno dopo, veniamo invitati a Laterina dai loro parenti che, per una settimana, fanno a gara per ospitarci e deliziarci con la buonissima cucina toscana.

Poi il tempo passa, si trovano altri posti di lavoro, altre dimore, ci si perde un po’ di vista ma restano questi ricordi di amicizia e accoglienza che, in questi tempi di egoismi e intolleranza, riscaldano il cuore.

Didascalie

Foto  1

Febbraio ’50 - Gita al faro voltiano con mio padre e mio fratello

Foto 2

Settembre ’52 – Con Fabrizio e i miei genitori

Foto 3

Anni ’50 – Panorama di Fino Mornasco