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Mar

Io, costumista della compagnia teatrale “I Nuovi Del Mulino”, di Irma Merazzi, dal libro "Le Finesi si raccontano 2"

Quando ero giovane e vanitosa, mi piaceva cambiarmi tutti i giorni e ovviamente la questione cromatica era importante, perciò ogni abito aveva la sua fascia per i capelli e lo smalto dello stesso colore, che rinnovavo tutti i giorni: avere le mani ben curate era importante per una sarta!

Io, costumista della compagnia teatrale “I Nuovi Del Mulino”

 

Quando ero giovane e vanitosa, mi piaceva cambiarmi tutti i giorni e ovviamente la questione cromatica era importante, perciò ogni abito aveva la sua fascia per i capelli e lo smalto dello stesso colore, che rinnovavo tutti i giorni: avere le mani ben curate era importante per una sarta!

 

All’età di tredici anni ho frequentato la prima sartoria, dove la sarta Pia mi ha insegnato a lavorare velocemente. Nella seconda sartoria, ho imparato la precisione e la gentilezza dalla cara sarta Elsa. Successivamente, frequentando la scuola sartoriale a Como, l’insegnante mi ha invitato a lavorare da lei e così ho cominciato a ricamare abiti da sposa con perline. Dopo i quattro anni di scuola, c’è stata la sfilata di fine corso e ho vinto il primo premio, poi sono stata a lavorare presso la sartoria della sig.a Trovati e della sua simpatica socia Rachele.

 

Quando mi sono sentita pronta, mi sono messa in proprio e ho lavorato a casa. Ero felice delle ragazzine che lavoravano con me, alle quali mi sono molto affezionata per l’allegria che portavano in sartoria, raccontandomi i loro primi batticuori.

 

Dopo la nascita dei miei due figli Andrea e Simone, ho cominciato a diminuire il carico di lavoro. Un pomeriggio, mentre prendevo Simone all’asilo, mi hanno chiamato in un’aula, dove la dolcissima sarta Elsa mi ha presentato Maria Clotilde Volpi e mi ha incoraggiato a confezionare i costumi di scena per la rappresentazione dedicata a Giovanbattista Scalabrini. Quello è stato il mio battesimo per entrare a far parte della compagnia teatrale “I Nuovi Del Mulino”. Mi sono affezionata all’ambiente del teatro, perché mi ha permesso di realizzare costumi inusuali e mi sono legata anche alle attrici, che ancora oggi chiamo “le ragazze”.

 

Ringrazio le tante persone che mi hanno fatto crescere professionalmente e in particolare Maria Clotilde Volpi, per avermi sempre permesso di esprimermi nel mio lavoro, dandomi piena fiducia.